di Valentina Iorio
Il centro studi di Viale dell’Astronomia: «A rischio frenata i consumi e i servizi, mentre l’unico driver per la produzione restano, per ora, gli investimenti del Pnrr»
La guerra, l’incertezza, il petrolio ancora caro zavorrano l’industria italiana. A marzo la produzione industriale ha recuperato, attenuando il calo nel 1° trimestre al -0,2%. Ad aprile, però, l’indice pmi segnala una domanda più debole, confermata dal calo dei giudizi sugli ordini delle imprese, che fa peggiorare la fiducia, insieme alla riduzione delle attese di produzione dovuta al conflitto in Medio Oriente. In questo contesto l’unica spinta alla produzione restano, per ora, gli investimenti del Pnrr. Quello che emerge dall’analisi congiunturale del Centro studi Confindustria è uno scenario in peggioramento.
Consumi a rischio
Nel 1° trimestre 2026 gli occupati sono aumentati di +0,1%, sostenendo poco il reddito reale. Per quel che riguarda i consumi, a marzo le vendite al dettaglio sono cresciute di 0,8%, con contributo positivo di alimentari e non; in aprile resta vivace la dinamica delle immatricolazioni di auto. Ma la fiducia delle famiglie in questi mesi ha continuato a calare, evidenzia Confindustria, segno che la frenata dei consumi potrebbe essere imminente.
Investimenti in frenata
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