
Chi compra il gas russo che arriva in Europa attraverso il gasdotto TurkStream lo paga insomma il 20-25 per cento meno di chi compra il gas liquefatto dagli Stati Uniti
C’è gas e gas, anche quello allucinogeno. Non tanto il protossido di azoto, chiamato spesso gas esilarante. No, quello russo, nel caso delle discussioni in corso in Europa e in Italia. Chi se ne riempie i polmoni lo fa perché gli pare più a buon mercato delle alternative. A ben vedere, però, è in effetti un po’ un’allucinazione.
L’apparenza (che inganna) dice che il contratto rinnovato questo mese dalla Serbia con Mosca prevede 320-330 dollari per mille metri cubi, cioè nove dollari per Mmbtu (Million British termal units). Il mercato aperto europeo Ttf prevede invece per l’anno in corso un costo aumentato tra il 50 e il 70% a causa della guerra in Iran che ha bloccato l’export dal Qatar: 9,81 euro per Mmbtu. Livelli simili. Quello americano quotato al Nymex in teoria costa molto meno, 2,70/Mmbtu all’uscita dal pozzo ma poi la trasformazione in gas liquefatto e il trasporto verso l’Europa fanno crescere il costo a 12 dollari.
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Chi compra il gas russo che arriva in Europa attraverso il gasdotto




