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Perché Trump allenta le sanzioni sul petrolio russo? L’azzardo del tycoon e il malcontento degli americani per i prezzi della benzina alle stelle

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Il blocco navale contro l’Iran riduce l’offerta globale di greggio e spinge Washington ad allentare temporaneamente le sanzioni sul petrolio russo, mentre cresce il malcontento degli americani per il caro carburanti

Le petroliere iraniane ferme nel Golfo Persico sono la conferma della contraddizione strategica nella quale si sta muovendo Washington. Da una parte l’amministrazione Trump ha intensificato la pressione su Teheran con un blocco navale sempre più aggressivo contro il greggio iraniano. Dall’altra, però, la Casa Bianca è stata costretta ad allentare temporaneamente alcune restrizioni sul petrolio russo per evitare un ulteriore aumento dei prezzi energetici globali.

Il risultato è un equilibrio fragile: Washington prova a mantenere la pressione geopolitica sui grandi esportatori ostili agli Stati Uniti senza però innescare uno choc petrolifero che finirebbe per colpire l’economia americana e il consenso interno.

Secondo il Financial Times, l’Iran ha iniziato a utilizzare vecchie petroliere come depositi galleggianti nel Golfo, accumulando milioni di barili di greggio impossibili da esportare con regolarità verso l’Asia. Le immagini satellitari mostrano un aumento significativo delle navi ancorate attorno all’isola di Kharg, il principale terminal petrolifero iraniano. 

Attualmente, Secondo i dati di United Against Nuclear Iran, nel Golfo

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