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Grano duro, la produzione torna a crescere in Italia (e in tutto il mondo). Ma l’anno prossimo nuovi cali

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Per il 2026-27 si prevede un calo produttivo del 4% in Ue e più marcato in Nord America (-17% in Canada e -13% negli Usa)

La produzione di grano duro torna a crescere, con un aumento del 5% rispetto alla scorsa annata. Nella campagna 2025-26 i volumi nazionali dovrebbero raggiungere 3,8 milioni di tonnellate, rispetto alle 3,6 milioni dell’annata precedente. Permangono tuttavia alcuni fattori di fragilità: dalla progressiva riduzione degli investimenti agronomici per via dei costi, alla diffusione di fitopatie nel Mezzogiorno – anche in relazione al minore utilizzo di semente certificata – fino alle incertezze sul piano qualitativo, in particolare per quanto riguarda il contenuto proteico. È questo il quadro emerso nel corso dell’edizione 2026 dei Durum Days, che hanno riunito a Foggia tutti gli attori della filiera grano-pasta, ovvero Assosementi, Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri, Fedagripesca Confcooperative, Compag, Italmopa, Unione Italiana Food e Crea.

L’andamento della produzione

La produzione è in aumento in tutti i principali Paesi produttori secondo le stime della società di ricerca e consulenza specializzata nell’agrifood Areté. In particolare, il Canada ha registrato un incremento del 12%, raggiungendo i 7,1 milioni di tonnellate, ai massimi dal 2016-17. È aumentata la produzione anche negli Stati Uniti (+5%), in

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