
di Simona Marchetti
Dopo una battaglia durata oltre otto anni, il tribunale ha dato ragione alla cantante colombiana: nel 2011 non poteva essere considerata residente in Spagna e quindi non ha evaso le tasse
I funzionari del Fisco spagnolo sono riusciti a dimostrare la presenza di Shakira in Spagna nel 2011 solo per 163 giorni e non per gli oltre 183 previsti dalla legge (e dopo i quali si è considerati residenti fiscali ed è quindi necessario pagare le tasse). Motivo per cui l’Alta Corte ha assolto la cantante colombiana – che all’epoca aveva una relazione con il calciatore del Barcellona Gerard Piqué, padre dei suoi due figli – dall’accusa di frode fiscale e ha disposto che le vengano restituiti circa 60 milioni di euro tra tasse, interessi e sanzioni.
Il verdetto non tocca però la condanna penale per evasione relativa al triennio 2012-2014, chiusa con un patteggiamento che costò alla popstar tre anni di carcere non scontati (uno per ciascuna annualità) e una multa da 7,3 milioni di euro. «Dopo oltre otto anni di brutale umiliazione pubblica, campagne orchestrate per distruggere la mia reputazione e innumerevoli notti insonni, la giustizia ha finalmente messo le cose al loro posto», ha




