Quando dal bus si vedeva ormai la Madunina era addirittura notte, eppure la giornata allo stadio era iniziata undici ore prima: evidentemente, il tempo è scappato via, come i nerazzurri in classifica
Giornalista
18 maggio – 00:12 – MILANO
Il mestiere più complicato della città lo fa Patrizio, romano verace da anni a Milano, autista abituato a districarsi tra le gincane attorno agli stadi di mezza Europa: ieri ha guidato il bus scoperto dei campioni d’Italia nel viaggio sentimentale da San Siro fino al Duomo, con ai lati almeno 400mila interisti in delirio che premevano a ogni centimetro. Patrizio ha condotto la nave in porto senza guai poco prima delle 23.30 tra infiniti fuochi d’artificio, e non era facile perché un intero popolo lo ha accompagnato in questa estasi di massa: Patrizio ha visto arditi aggrappati ai muri, altri appesi agli alberi, altri ancora saliti sopra le pensiline dei tram. Qualcuno provava a scavalcare le transenne e qualcun altro usava sciarpe e striscioni come fionde. Molti lanciavano a Lautaro e Chivu i loro occhiali da sole, in onore alla nuova moda di festeggiamento introdotta




