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Nuova luce sulla neurobiologia della creatività

La creatività scaturisce dalla collaborazione tra due diversi network cerebrali. Il primo genera idee spontanee e libere associazioni e manipola ricordi, il secondo assume il controllo del pensiero quando bisogna realizzare un’idea

La creatività umana, ancora ineguagliata da altre forme di intelligenza, è il frutto di una straordinaria collaborazione neurobiologica, che ha impiegato milioni di anni a svilupparsi, lungo il percorso di evoluzione della specie. 
Una ricerca pubblicata sulla rivista Brain, primo autore Victor Altmayer, neurologo, attualmente ricercatore presso il La Timone Hospital di Marsiglia, mostra che la creatività scaturisce dalla collaborazione tra due diversi network cerebrali, il Default Mode Network (DMN) e l’Executive Control Network (ECN). Il primo genera idee spontanee e libere associazioni e manipola ricordi, il secondo assume il controllo del pensiero quando è il momento di puntare alla realizzazione di un’idea.  Un’accoppiata che ha consentito agli esseri umani di creare opere d’arte e sviluppare impressionanti avanzamenti scientifici, innovando e rivoluzionando teorie, ma sempre sotto il controllo di un filtro razionale. 

«È stato ipotizzato che le idee creative non emergano come entità del tutto nuove, ma siano il risultato di processi di collegamento e riformulazione di conoscenze semantiche già esistenti» dicono gli autori della ricerca. «Secondo la teoria associativa

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