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Olfatto e sogni riaprono la discussione sull’origine del Parkinson

di Cesare Peccarisi

Il dibattito scientifico riporta al centro l’ipotesi secondo cui la malattia avrebbe origine a livello intestinale, con la formazione della proteina mutata alfa-sinucleina, che poi risale fino al cervello scatenando la malattia

Arrivano dal congresso LIMPE-DISMOV, la Società Italiana Parkinson e Disordini del Movimento, in corso a Rimini dal 13 al 15 maggio, nuovi elementi che riaprono il dibattito scientifico sull’origine della malattia di Parkinson, riportando al centro l’ipotesi formulata nel 2003 da Heiko Braak, della Goethe University di Francoforte, secondo cui la malattia avrebbe origine a livello intestinale, con la formazione della proteina mutata alfa-sinucleina, che poi risale fino al cervello scatenando la malattia.

«Da una ventina d’anni questa teoria ha costituito il principale quadro di riferimento per chi si occupa di questa malattia -dice Giovanni Fabbrini dell’Università La Sapienza di Roma e Presidente della LIMPE-DISMOV – A partire dal 2020 però, nel dibattito scientifico internazionale si è progressivamente affermata una riflessione più articolata che ha portato a due diversi orientamenti interpretativi, oggi indicati con le sigle PD body-first e PD brain-first. Secondo la teoria body-first l’alfa-sinucleina si forma prima nell’intestino come postulato da Braak, mentre per la teoria brain-first si formerebbe prima nel cervello o

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