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«Deprogrammare» la voglia di fumare con la stimolazione magnetica cerebrale

di Pietro Amante

Una stimolazione mirata potrebbe aiutare i fumatori ad abbandonare la sigaretta. I risultati di una prima sperimentazione

Per molti fumatori smettere è una vera e propria lotta interiore, un braccio di ferro nel cervello tra l’attrazione della gratificazione e la capacità di resisterle. Ora un nuovo studio pubblicato sul Journal of Psychiatric Research suggerisce che è possibile modificare questo equilibrio. Utilizzando una tecnica di stimolazione cerebrale non invasiva chiamata stimolazione magnetica transcranica ripetitiva (rTMS), i ricercatori del Medical University of South Carolina (MUSC) Hollings Cancer Center di Charleston, hanno scoperto che stimolare una specifica regione cerebrale che regola l’autocontrollo riduce in misura significativa la quantità di sigarette fumate.

Un approccio basato sulle neuroscienze a un problema ostinato
Il fumo di sigaretta rimane una delle principali cause di morte prevenibile, eppure è noto quanto smettere sia difficile. Anche con farmaci e consulenza, meno di 1 fumatore su 10 riesce a smettere a lungo termine. Parte della difficoltà risiede nel fatto che la dipendenza non è solo una questione comportamentale, ma anche biologica. «Nella dipendenza, i sistemi cerebrali possono andare fuori equilibrio» spiega il ricercatore principale Xingbao Li, docente al Dipartimento di Psichiatria e Scienze comportamentali della MUSC.

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