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In «Shrinking» l’idea che la felicità è fragile ma necessaria

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di Aldo Grasso

La dramedy Apple+ con Jason Segel e Harrison Ford non punta sul dramma pesante ma su dialoghi, silenzi e piccoli momenti

C’è un momento, in «Shrinking», in cui il dolore smette di essere un rifugio e diventa più che altro un intralcio. Ed è proprio lì che la serie creata da Bill Lawrence, Brett Goldstein e Jason Segel tira fuori il suo lato più vero: non tanto nel racconto del lutto, tema ormai super esplorato, ma in quello che viene dopo (Apple+). Che, alla fine, è sempre la parte più complicata.

Al centro c’è Jimmy Laird, psicoterapeuta vedovo tutt’altro che perfetto, interpretato da Jason Segel, che a un certo punto decide di fregarsene delle regole e dire ai pazienti quello che pensa davvero, senza filtri.

Una scelta che potrebbe sembrare forzata, quasi poco credibile, ma che invece funziona: diventa il cuore morale della storia. Perché la domanda è semplice ma pesante: cosa succede quando chi dovrebbe aiutare gli altri è il primo a non riuscire a sistemare sé stesso?

Come Jimmy, anche tutti gli altri personaggi della storia devono convivere con le loro vulnerabilità: Paul, interpretato da Harrison Ford, un mentore scorbutico

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