
di Francesca Basso
Il nuovo governo ungherese, guidato da Péter Magyar, ha tolto il veto. I ministri degli Esteri dei Paesi Ue hanno anche concordato nuove sanzioni contro figure di spicco di Hamas
Dalla nostra corrispondente
BRUXELLES Dopo mesi di stallo, finalmente i ministri degli Esteri dei Paesi Ue hanno dato il via libera alle sanzioni nei confronti dei coloni israeliani violenti contro i palestinesi. Determinante è stata l’uscita di scena di Viktor Orbán: il nuovo governo ungherese, guidato da Péter Magyar, ha tolto il veto. «Era ora che si passasse dallo stallo ai fatti», ha commentato l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas su X, aggiungendo che «estremismi e violenza comportano conseguenze». Un «passo importante» per il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
I ministri dei Ventisette hanno anche concordato nuove sanzioni contro figure di spicco di Hamas. Invece proseguono i lavori sulla proposta franco-svedese di limitare il commercio dei prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani illegali in Cisgiordania. A fine aprile Parigi e Stoccolma hanno presentato un documento congiunto in cui chiedono alla Commissione europea di «considerare con urgenza la fattibilità giuridica e pratica dell’introduzione di misure quali dazi sui prodotti delle colonie e restrizioni all’importazione attraverso licenze di vendita».




