
di Marika Giovannini
Le perplessità di Casa Autonomia e Alleanza Verdi e Sinistra sulla decisione di Franco Ianeselli. Filippo Degasperi (Onda) prende le distanze
La mossa ha colto molti alla sprovvista. Tanto che ieri mattina (5 maggio), alla buvette del consiglio provinciale, il tema è stato al centro dell’attenzione. Del centrosinistra autonomista, in primo luogo. Ma con qualche battuta arrivata anche da esponenti della maggioranza di centrodestra. Del resto, la decisione del sindaco di Trento Franco Ianeselli di iscriversi al Pd non poteva certo passare inosservata. Agitando gli stessi dem (il capogruppo provinciale Alessio Manica non ha nascosto le sue riserve, bacchettando Ianeselli per le modalità della scelta). E incassando, ora, le perplessità anche di altre forze politiche dell’Alleanza democratica autonomista. In un clima che, inevitabilmente, mette in evidenza le tensioni in vista dell’appuntamento elettorale del 2028, sul quale il centrosinistra autonomista ha riposto più di una speranza di vittoria. Con lo stesso sindaco indicato da molti come possibile candidato presidente da contrapporre al centrodestra per provare a riprendere la guida di Piazza Dante.
«Non serviva una tessera»
«Personalmente — premette la capogruppo di Casa Autonomia Paola Demagri — ho sempre considerato Ianeselli il candidato giusto per le




