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Il Fmi calcola il costo della crisi: fino a 2.270 euro per ogni famiglia

di Andrea Ducci

Timori di una recessione ma i segnali di crisi non giustifichino il via libera a misure straordinarie o deroghe al Patto di Stabilità. Eurostat: l’Italia è il paese europeo, dopo Svezia e Olanda, dove il prezzo medio del gas è risultato più elevato

Il rallentamento dell’economia e gli effetti del conflitto nel Golfo, per ora, non giustificano deroghe al patto di Stabilità né misure straordinarie a sostegno dell’economia. A indicarlo è il Fondo monetario internazionale presentando le previsioni economiche sulla Ue e il caro energia. Lo scenario tratteggiato indica un rallentamento della crescita nell’Eurozona all’1,1% per quest’anno e all’1,2% nel 2027, gli economisti di Washington si aspettano inoltre un balzo di 0,7 punti dell’inflazione nel 2026, con un aumento del costo della vita del 2,6% su base annua.

Se il quadro dovesse rivelarsi peggiore del previsto il Fmi prevede l’area Euro sulla soglia di «una recessione». L’analisi si sofferma, del resto, sugli effetti dello shock energetico innescatosi all’indomani dello scoppio della guerra nell’area del Golfo, stimando per il 2026 un costo medio aggiuntivo a livello Ue di 375 euro per famiglia. Ma l’impatto potrebbe salire fino a 1.750 euro in caso di peggioramento

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