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Francia, a scuola parte la rivoluzione della severità: «All’esame delle medie uno su 4 sarà bocciato, l’assenza di selezione porta alla decadenza»

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di Stefano Montefiori

La riforma asseconda un clima di insoddisfazione per la scuola di massa, indicata tra le cause della crisi del Paese. Ma c’è chi critica la retorica della meritocrazia: «Non corregge le disuguaglianze, le riqualifica moralmente»

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI – Un balzo all’indietro di quasi trent’anni, almeno quanto a severità e selezione, è il probabile effetto della riforma del «brevet», l’esame della scuola dell’obbligo francese più o meno paragonabile al nostro esame di terza media (ma in Francia gli anni del ciclo compreso tra elementari e superiori – il collège – sono quattro). «Bisogna aspettarsi un caduta piuttosto drastica del tasso di successo», dice il ministro dell’Istruzione, Edouard Geffray, autore della riforma.

Il ministro ha accolto le invocazioni di quanti, da anni, lamentano il livellamento verso il basso della scuola francese, la mancanza di selezione e quindi di sforzo da parte degli allievi, e gli esami di brevet a 14 anni e poi bac a 18 superati in modo quasi automatico. 

L’eccessiva facilità della «scuola per tutti» viene spesso indicata come una delle cause profonde della crisi del Paese e della perdita di competitività della Francia. Il ministro Geffray ha deciso di cominciare

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