
di Viviana Mazza
L’Iran: «Colpite navi Usa». Centcom smentisce. Missili su Emirati e Oman. A fuoco cargo di Seul
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK – Gli Stati Uniti stanno usando la forza militare e la diplomazia (una nuova risoluzione alle Nazioni Unite) per tentare di riaprire lo Stretto di Hormuz. Ma l’Iran ha rifiutato ieri la proposta di Trump di collaborare per consentire l’uscita delle navi commerciali e delle petroliere intrappolate nello Stretto (il cosiddetto «Project Freedom» come lo ha chiamato il presidente americano sul suo social Truth domenica sera).
Da Teheran il comandante Ali Abdollahi ha avvertito «tutte le navi commerciali e petroliere di evitare ogni tentativo di transitare senza coordinamento con le forze armate» e ha minacciato di attaccare navi da guerra americane che cerchino di avvicinarsi o di passare attraverso lo Stretto. L’ammiraglio Bradley Cooper, che guida il Comando centrale Usa responsabile delle operazioni in Medio Oriente, ha detto ieri che, dopo che gli Stati Uniti hanno lanciato la nuova operazione che include due cacciatorpediniere, droni, 100 aerei e 15mila soldati, l’Iran ha sparato missili da crociera contro navi della Marina americana attraverso lo Stretto e ha usato i droni contro le navi commerciali, ma entrambi sono




