Nelle prossime ore, l’atmosfera terrestre si trasformerà nel palcoscenico di uno dei “fuochi d’artificio” naturali più carichi di fascino: le Eta Aquaridi. Queste meteore non sono semplici frammenti rocciosi, ma preziosi resti di una vera celebrità del cosmo: la Cometa di Halley.
Anche se la celebre cometa non tornerà a trovarci prima del 2061, ogni anno la Terra attraversa la scia di polvere che ha lasciato lungo la sua orbita millenaria. Quando questi minuscoli granelli, antichi miliardi di anni, impattano con la nostra atmosfera, si incendiano creando le iconiche scie luminose.
Perché questo nome? Una questione di prospettiva
Vi siete mai chiesti perché non si chiamano semplicemente “Meteore di Maggio”? Il nome Eta Aquaridi segue una rigida regola astronomica basata sul loro radiante, ovvero il punto nel cielo da cui le scie sembrano originare per un effetto prospettico (simile a quello che vediamo quando guidiamo sotto la neve).
Aquaridi: perché il radiante si trova all’interno della costellazione dell’Acquario.
Eta ( per la precisione il punto esatto è




