di Serena Burioni
Due i progetti di edilizia «social» in riva all’Arno: la Manifattura Tabacchi e l’ex caserma Lupi di Toscana. L’intervento dei fondi: da Earth Grafton a Piani urbani integrati. Il ruolo centrale della Cdp e di Fondazione CrFi
Interi isolati stanno per cambiare volto ridisegnando la componente urbanistica e sociale di Firenze. Nelle scorse settimane nel capoluogo toscano sono stati presentati due interventi legati al modello di social housing, una soluzione abitativa che offre alloggi in affitto a canoni calmierati, ovvero inferiori del 30-40% rispetto al mercato. Destinato principalmente alla cosiddetta «fascia grigia», ovvero alle persone che hanno un reddito troppo alto per accedere alle case popolari ma allo stesso tempo troppo basso per sostenere i prezzi del libero mercato. Il social housing è uno strumento di rigenerazione urbana sostenibile e di inclusione sociale, in grado di trasformare zone degradate o immobili dismessi in nuovi poli abitativi accessibili e moderni. Il centro storico fiorentino da tempo vive una contrazione. Secondo i dati dell’Ufficio di statistica del Comune di Firenze, la città ha perso circa 15 mila residenti negli ultimi dieci anni, passando dai circa 377 mila abitanti del 2015-2016 ai circa 362 mila registrati all’inizio del




