
di Greta Privitera
Washington sta puntando a far raggiungere a Teheran i limiti di stoccaggio. Le petroliere già ferme a Kharg Ma la resilienza del regime può riservare sorprese
La trappola che Washington ha preparato per Teheran si chiama «tank top». È il punto in cui i serbatoi arrivano al limite e non c’è più spazio per un solo barile di petrolio. In quella soglia sta la scommessa americana, perché quando ogni deposito sarà colmo, l’Iran non avrà altra scelta se non intervenire sui pozzi, rallentando o fermando la produzione.
Con tutti i rischi che comporta alterare di colpo la pressione dei giacimenti, tra cui potenziali danni permanenti alle infrastrutture petrolifere.
Il blocco navale tanto voluto da Donald Trump non ha solo l’obiettivo di ridurre le entrate del regime, ma vuole colpire il cuore della sua economia, spingere gli ayatollah al negoziato sapendo che la minaccia ultima resta la chiusura forzata dei pozzi.
Il segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha tradotto questa strategia in una previsione catastrofica, arrivando a dire che già la prossima settimana l’Iran potrebbe trovarsi costretto a spegnere la produzione. In questo racconto le petroliere ferme al largo, le esportazioni ridotte quasi a



