Il francese ancora una volta decisivo: suo il gol dell’1-0 nella partita scudetto contro il Parma. E applaude il compagno: “Non capivo quando Bare veniva messo in discussione, ma succede solo ai più grandi”
Giornalista
3 maggio – 23:17 – MILANO
“Duro destino è l’avere un destino”. Così scriveva Italo Calvino raccontando l’Orlando furioso di Ludovico Ariosto, e chissà come Marcus Thuram interpreterebbe la citazione. Perché come spesso accade lo stesso destino si è divertito a scherzare, decretando l’aritmetico scudetto dell’Inter grazie al gol di Tikus contro il Parma. Squadra che, in fondo, avrà sempre un posto speciale nel cuore del francese. Non solo perché nato proprio lì mentre papà Lilian incantava, ma pure per la memoria storica dell’attaccante nerazzurro che i primi calci al pallone li ha dati proprio al Tardini, bambino, al termine di ogni partita del padre. Il secondo scudetto di Thuram con l’Inter si è materializzato a San Siro – come il primo, quello della seconda stella conquistato nel derby contro il Milan grazie al gol decisivo del francese -, ma cambia poco: chi nel destino crede ciecamente interpreterebbe l’incastro




