
Dopo due Tour (vinti davanti a Pogacar) e una Vuelta, il danese esordisce nell’appuntamento italiano da favorito per diventare l’ottavo fenomeno capace di trionfare nelle tre grandi corse a tappe
Se esiste una occasione per la quale non è esagerato citare il concetto di storia, è questa. Perché un danese non ha mai vinto il Giro d’Italia in un romanzo popolare cominciato nel 1909, ed è questo ciò che si propone di fare Jonas Vingegaard, il favorito di questa edizione. E perché, se ci riuscisse, diventerebbe l’ottavo di sempre ad avere conquistato la tripla corona: non esiste in natura, ma è preziosissima. Se la mette idealmente in testa chi è capace di primeggiare a Giro, Tour e Vuelta. Vingegaard, due volte re in Francia e una in Spagna, può mettersi al fianco di Jacques Anquetil, Felice Gimondi, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Alberto Contador, Vincenzo Nibali e Chris Froome. La corsa rosa è alle porte (il via venerdì 8 maggio da Nessebar, Bulgaria) e, in dieci parole/luoghi/persone/curiosità, cercheremo di portarvi nel mondo del danese.




