
di Vera Mantengoli
Padiglione Russia, il braccio di ferro continua. Vernice e proteste, il piano sicurezza
La tecnica è far pressing sul fronte dei controlli. È quanto sta accadendo in questi giorni tra la Biennale di Venezia e il ministero della Cultura, ovvero tra il presidente Pietrangelo Buttafuoco e il ministro Alessandro Giuli.
A una settimana dalla vernice della 61esima Esposizione, ieri alle 15, infatti gli ispettori del ministero sono entrati nella sede della Biennale per verificare che inviti, bilanci e tutto quello che è passibile di controlli, sia stato rispettato. Non bastava la richiesta di corrispondenza tra il Padiglione Russia e la Biennale per alleggerire la tensione tra Roma e Venezia. Ora la caccia all’errore non riguarda più il rispetto delle sanzioni nei confronti della Russia, ma sarà per due giorni a 360 gradi. Intanto la Biennale si mostra imperturbabile e ribadisce «l’assoluto rispetto delle norme, avendo agito in stretta osservanza delle leggi nazionali e internazionali vigenti».
Ieri ai Giardini si lavorava al Padiglione Russia che ha iniziato a postare su Instagram i contenuti musicali che verranno registrati durante la vernice. All’origine della rottura tra Giuli e Pietrangelo Buttafuoco c’è infatti la presenza della



