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Garlasco, Stasi e la difficile revisione del processo: ecco perché finora non l’ha mai ottenuta

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Dopo 19 anni, il caso Garlasco potrebbe venire ribaltato. Ma per Stasi l’eventuale revisione del processo ha un esito tutt’altro che scontato

Il 13 agosto 2007 Chiara Poggi viene trovata morta a Garlasco nella villetta di famiglia. Partono le indagini, che si concentrano fin da subito su Alberto Stasi, fidanzato della vittima. Assolto in primo e secondo grado, viene infine condannato a 16 anni di carcere dalla Cassazione, nel 2015. Ne ha scontati finora 10, ottenendo la semilibertà nel 2025. Lo stesso anno in cui la procura di Pavia ha aperto le indagini per concorso in omicidio su Andrea Sempio, amico di Marco Poggi, il fratello di Chiara.

I pm sarebbero ormai prossimi a notificare al 37enne l’avviso di conclusione delle indagini. In parallelo, sarebbe pronta un’informativa destinata alla Procura generale di Milano: sarà quest’ultima a stabilire se gli elementi raccolti siano sufficienti a giustificare una richiesta di revisione del processo che portò alla condanna di Stasi.

Come funziona la revisione di un processo

Attenzione: la revisione non è un nuovo appello. È uno strumento straordinario, riservato a situazioni precise: fatti incompatibili con la sentenza, condanne basate su atti falsi, pronunce della Corte europea dei diritti dell’uomo, oppure nuove

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