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Israele, il capo dell’esercito scuote i suoi:«Violenze gratuite e saccheggi sono una vergogna»

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di Giusi Fasano

Davanti ai comandanti Zamir annuncia tolleranza zero contro chi tradisce i valori dell’Idf

TEL AVIV Il generale Eyal Zamir, capo di stato maggiore delle Idf, le Forze di difesa israeliane, è davanti a una platea di comandanti dell’esercito. Ed è arrabbiato. Parecchio arrabbiato. Mostra la fotografia di un soldato con una specie di distintivo sulla divisa sul quale c’è scritto: «Basta con l’odio. È tempo di violenza». Zamir guarda i suoi comandanti e chiede: «È questo l’esercito che volete? Se c’è anche una sola persona che pensa che questo rifletta i valori delle Forze di difesa israeliane, si alzi in piedi. Ora». Silenzio. «Non si tratta di un incidente di poco conto — tira dritto lui —. È una ribellione contro i valori delle Forze di difesa israeliane».

È soltanto un passaggio dei tanti che il generale ha messo in fila, l’uno dopo l’altro, in una conferenza militare tenuta due giorni fa nella base aerea di Ramat David. Parole durissime per scuotere la catena di comando e per far capire all’intero esercito che è arrivato il momento della tolleranza zero contro i violenti e contro chi compie azioni «non etiche» o non autorizzate.

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