Il designatore è stato accusato di frode sportiva e di aver scelto arbitri graditi proprio ai nerazzurri: ma i fatti contestati conducono a partite finite assai male per la squadra che fu di Simone
Giornalista
26 aprile – 00:32 – MILANO
Ieri l’Inter, almeno per un po’, ha vissuto una classica giornata di vigilia, di quelle di fine campionato, quando vedi che l’obiettivo è lì a un tiro di schioppo: allenamento, conferenza, viaggio in pullman, hotel. Solita liturgia, ma stavolta spezzata a metà da una notizia caduta come una saetta in un bosco: l’intero gruppo non aveva in testa altro che non fosse questo benedetto scudetto, poi sugli smartphone è comparsa una notifica e tutti hanno scoperto dell’inchiesta che coinvolge il designatore Gianluca Rocchi con l’accusa generale di frode sportiva e di aver scelto arbitri graditi proprio ai nerazzurri. Una vicenda giudiziaria inattesa in un momento in cui il profumo di scudetto è nell’aria: anche se indirettamente, rischia di “macchiare” la corsa interista verso il tricolore numero 21. Nella realtà, i fatti in questione risalgono per la maggior parte alla stagione scorsa, quella della




