
di Marika Giovannini
Il blocco del sistema ha costretto gli operatori a lavorare in emergenza: «I codici rossi sono stati gestiti, agli altri è stato chiesto di tornare in un secondo momento»
Il problema è durato qualche ora. Ma ha comprensibilmente creato scompiglio: alle otto di sera di giovedì, il sistema informatico dei Pronto soccorso di tutta la provincia si è bloccato. Costringendo operatori sanitari e pazienti ad attenderne il ripristino, avvenuto poi verso l’una di notte.
«Il blocco ha creato dei disagi, è evidente» ha spiegato ieri mattina l’assessore provinciale alla sanità Mario Tonina. Che ha analizzato il quadro. «Il problema — ha sottolineato — è riconducibile alla ditta fornitrice dell’applicativo». Ditta che, ha precisato Tonina, «ha poi lavorato fino all’una di notte per permettere di superare quell’inconveniente». «È stata gestita l’emergenza» ha osservato l’assessore. Ribattendo però alle prime notizie diffusesi di un blocco totale del servizio: «Non è vero che tutte le persone sono state rimandate a casa. I codici più importanti, in particolare i codici rossi, sono stati gestiti. E non poteva che essere così». Ai pazienti con codici non urgenti, invece, «è stato chiesto di tornare in un secondo momento».
Le scuse
Ma Tonina non




