
di Pier Ferdinando Casini
Ospitiamo l’intervento del senatore bolognese ed ex presidente della Camera in occasione dell’evento il «Corriere racconta l’Italia» che fa tappa in città il 5 maggio alle 17,30 al Cinema Modernissimo (per registrarsi https://eventi.corriere.it/corriere-racconta-italia-150-anni/2026/evento/bologna/)
Ero un bambino curioso. Lo sono sempre stato: affascinato dai reportage sportivi sui miei eroi dell’epoca, Giacomo Bulgarelli, Felice Gimondi, Giacomo Agostini e Nino Benvenuti. Come tanti ragazzi, ero attaccato alla Domenica Sportiva ma a differenza di molti altri avevo il privilegio di avere un padre, Tommaso, perennemente accompagnato dalla mazzetta dei suoi giornali.
Accanto all’immancabile Resto del Carlino non mancava mai il Corriere della Sera. Dunque ho iniziato alle elementari a sbirciare il grande Corrierone, il nostro giornale nazionale. Non mi ha più abbandonato e mi ha accompagnato fino alla mia tenera età dei miei attuali settant’anni.
Ricordo però, con particolare commozione, la nascita delle pagine bolognesi del Corriere della Sera nel 2007. Si apriva una finestra inedita del giornale della nazione sulla nostra città. Segno di attenzione e anche di un certo prestigio per le due Torri. Queste pagine ci hanno accompagnato negli ultimi vent’anni. Con il rigore e l’equilibrio che sono propri del Corrierone. Con




