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Meryl Streep, torna la zarina della moda con «Il Diavolo veste Prada 2»: «È la donna più antipatica della mia carriera»

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di Valerio Cappelli

L’attrice torna a vestire i panni della direttrice di moda: «Ero incerta se accettare lo stesso ruolo dopo 20 anni. Mi sono ispirata a persone che conosco, perlopiù uomini»

C’erano 326 milioni di ragioni per fare il sequel. Il diavolo veste Prada incassò 326 milioni di dollari, a fronte di un budget di 40. A volte, basta appoggiare la borsa griffata in un certo modo sulla scrivania per far capire chi comanda il gusto collettivo, e stabilire che cos’è il desiderio. Ma cosa fare quando il tempo ti dice che è ora di smettere?

Armata di tacchi a spillo, agghindata e truccata di tutto punto, è tornata la regina cattiva della moda, direttrice della rivista Runway. A vent’anni dal primo capitolo, il 29 aprile per la Disney esce Il diavolo veste Prada 2. Stesso team. Il regista è David Frankel, copione di Aline Brosh McKenna.

Meryl Streep si riconcede il lusso di vestire Miranda, tutta business e solitudine, dispotica, capricciosa, impaziente, intimidente: «Il personaggio più antipatico che abbia interpretato. Nel sequel è più libera e più precaria, è ancora un po’ più cattiva, come me, perché col tempo non ci importa più

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