
Nel suo programma “Kong con la testa tra le nuvole” tratta temi importanti che rimangono però in superficie
Fabio Volo conduce un programma quotidiano su Rai Tre, una striscia quotidiana che si chiama “Kong con la testa tra le nuvole“. Il tutto si svolge sulla Torre del Parco Sempione di Milano, qualcuno ha dovuto spiegare a Fabio Volo che lì è nata la televisione italiana negli anni 30, ma lui ha fatto finta di niente.
C’è una bella espressione per indicare il lavoro di Fabio Volo, che tra l’altro è sempre molto simpatico, molto affabile.
Il suo è un prodotto perfetto di marketing dell’anima. Cosa vuol dire questa espressione? Beh, vuol dire che lui fa una televisione intimista, il suo linguaggio ha una sintassi lineare, non usa mai parole difficili, ha un registro di tipo radiofonico (perché è abituato tutte le mattine a fare la radio), dà sempre del tu ai suoi interlocutori per entrare in confidenza e sembra che tratti anche dei problemi molto importanti: il lavoro, l’amore, persino la filosofia. Poi se vai a vedere, tutti questi tutti questi temi importanti vengono un po’ ridotti a quelle frasi ad effetto che subito ti colpiscono, ma dopo pochi minuti le hai




