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Lo scrittore Kamel Daoud condannato a 3 anni di carcere per un romanzo: «Ha violato una legge dell’oblio sulla guerra degli anni Novanta»

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di Alessandra Coppola

Lo scrittore algerino è stato condannato da un tribunale di Orano, e colpito da un mandato di arresto internazionale

Per la prima volta l’Algeria ha attivato «la legge dell’oblio» contro un romanzo, e l’ha fatto ai danni dello scrittore riparato in Francia Kamel Daoud: vietato parlare della guerra civile, persino nella finzione. Il Corriere ha appreso che un tribunale di Orano – città di origine dell’autore – ha ieri sera emesso una sentenza di condanna: 3 anni di prigione, mandato di arresto internazionale, 5 milioni di dinari di multa.

A far causa a Daoud era stata l’Associazione delle vittime creata dopo il decennio nero, la guerra civile tra militari e islamisti che ha straziato il Paese tra il 1992 e il 2002 (150 mila morti nelle stime più caute), e che fa parte di quel sistema di rappacificazione sul quale si è fondato il ritorno alla «normalità». Di questo impianto è fondativa la Carta per la riconciliazione nazionale del 2005 che da allora vieta di rivangare il passato, considerando il ricordo un attentato alla sicurezza. 

Minaccia in realtà mai attuata. Fino ad oggi: applicata ai danni del più noto scrittore algerino contemporaneo, Daoud,

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