
di Davide D’Attino
La decisione di Marcello Bano, primo cittadino di Noventa Padovana: «In un contesto così diviso, dobbiamo trovare l’unità che caratterizzava i nostri partigiani»
«Se proprio devo dirla tutta, mi stupisco di chi si stupisce…». Marcello Bano, 54 anni, da ottobre 2021 sindaco di Noventa Padovana, paese di circa 11 mila abitanti alle porte di Padova, è un leghista della prima ora. Bossiano più che salviniano, per intenderci. E proprio ricordando uno dei discorsi più celebri del “senatùr” scomparso un mese fa («Noi della Lega siamo quelli che continuano la lotta di liberazione fatta dai partigiani, poi traditi dalla partitocrazia», scandì Umberto Bossi al congresso del Carroccio di Bologna nel 1994), nulla trova di strano nel fatto che sabato prossimo 25 aprile, nella cerimonia istituzionale che ha organizzato nel suo Comune, peraltro assieme all’Anpi, per celebrare l’81emo anniversario della Liberazione, il gruppo “Coristi per caso” canterà “Bella ciao”. «Il 25 aprile – appunta Bano – non è la Festa dell’unità e non rappresenta una parte politica, ma il nostro Paese nel suo insieme. O almeno così, secondo me, dovrebbe essere…».
Sindaco, può spiegarsi meglio?
«L’Italia repubblicana e democratica è nata dall’opposizione al fascismo. Comunisti, democristiani,




