
di Mario Platero
Le alleanze strategiche, le promesse e le difficoltà di «governo». Come si è mosso il primo cittadino in questa prima fase del suo mandato. Dalle politiche di assistenza alla (controversa) tassa immobiliare aggiuntiva per non residenti
A parte le promesse elettorali mantenute (poche) e mancate (molte) i primi 100 giorni di Zohran Mamdani come sindaco di New York segnano due caratteristiche di fondo: un mancato passaggio dalla mentalità dell’attivista politico a quella per il «governo» della città e un’alleanza di comodo, ma problematica, con la governatrice di New York State Kathy Hochul che a novembre chiederà agli elettori dello stato di confermarla per un secondo mandato.
Cominciamo dal rapporto con la governatrice. Su un paio di iniziative, ad esempio per l’infanzia, ha aiutato, ma per il resto si è di fatto astenuta. Ecco però che un paio di giorni fa Hochul ha annunciato a sorpresa una tassa immobiliare speciale per i non residenti nello Stato che mantengono un pied-à-terre a New York. Provvedimento bizzarro, inatteso e certamente in che vuole colpire i miliardari fuggiti a Palm Beach o in Florida in genere per evitare le tasse.
Riguarda però anche i molti stranieri




