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Sullo stretto di Hormuz il regime di Teheran non arretra: «Via il muro Usa o non trattiamo»

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di Lorenzo Cremonesi

I pasdaran vogliono sfruttare la crisi di Hormuz. Ma per «Axios» temono un attacco a sorpresa

Ombre nere si allungano sui negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran. Non soltanto da sabato lo stretto di Hormuz resta bloccato sotto la minaccia di attacchi iraniani contro ogni nave che cerchi di passarlo, ma adesso sono in dubbio anche i colloqui che dovrebbero riprendere oggi a Islamabad con l’aiuto della mediazione pachistana. Obiettivo primario è prolungare le due settimane di cessate il fuoco che scadono il 22 aprile. 

Difficile dire se le due parti irrigidiscano le proprie posizioni in vista di possibili concessioni nella fase dei colloqui effettivi, oppure se la tensione stia davvero salendo verso una ripresa della guerra. 

Non aiuta il sequestro, annunciato ieri dal presidente Usa Donald Trump, di una nave cargo iraniana da parte dei militari americani. Così come non aiutano le cronache dal Libano meridionale, dove la fragile tregua tra Israele e Hezbollah è costellata da violazioni mentre le truppe d’occupazione israeliane stanno conducendo la metodica demolizione coi bulldozer in stile Gaza di interi villaggi. 

Trump, come è nel suo stile, alterna dichiarazioni ottimiste con aperte minacce se

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