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Il noir di Raul Montanari «I morti hanno sempre ragione»: nella cornice di una Val di Scalve trasfigurata

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di Marco Brizzi

Nei misteri chiusi nelle valli, le risposte sulla vita: «In provincia la vita è più bella e più vera, ma non si possono nascondere i segreti»

Nel nuovo romanzo di Raul Montanari, I morti hanno sempre ragione (Baldini+Castoldi), il protagonista Andrea Defendi, 28 anni, riceve la notizia della morte improvvisa dei genitori, che avevano lasciato Milano per vivere nel paesino di una valle bergamasca. Andrea non crede a un incidente e va a indagare, senza immaginare quali drammatiche avventure lo attendono.
Dopo i successi de La perfezione (1994) e La vita finora (2018), lei torna a un’ambientazione bergamasca.
«Sì, il lettore riconoscerà una Val di Scalve trasfigurata, come la si vedeva nei romanzi che lei ha citato. C’è anche un personaggio che arriva proprio da La vita finora, don Carlo, un sacerdote molto originale che avrà un ruolo decisivo nell’indagine del protagonista. Andrea è intelligente e coraggioso ma le sue forze, da sole, non basterebbero ad affrontare il male che si nasconde nel paese, nella casa stessa dove i suoi sono morti. D’altronde in generale io non credo che possiamo combattere da soli, mai: dobbiamo avere qualcuno al fianco».

L’ultimo libro

«I morti hanno sempre ragione»,

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