
Secondo fonti interne all’amministrazione e persone informate sui dossier, il presidente Donald Trump, insieme al suo entourage, starebbe valutando un ritorno ad azioni militari circoscritte contro l’Iran. L’ipotesi si aggiungerebbe al blocco navale imposto dagli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz, con l’obiettivo di rompere l’impasse che ha congelato i negoziati diplomatici. La possibilità è stata discussa già nella giornata di domenica, poche ore dopo il fallimento del confronto tra Washington e Teheran in Pakistan. Tra le opzioni sul tavolo figura anche una ripresa su larga scala dei bombardamenti, scenario che tuttavia, secondo le stesse fonti, resta meno probabile per il rischio di un’ulteriore destabilizzazione regionale e per la riluttanza del presidente a impegnarsi in conflitti prolungati. In alternativa, si valuta un blocco temporaneo più rigido, accompagnato da pressioni sugli alleati affinché assumano un ruolo diretto in future missioni di scorta militare nello stretto. Dopo lo stop ai colloqui, Trump ha trascorso gran parte della domenica nel suo resort di Doral, in Florida, tra interviste televisive, partite a golf e consultazioni con i collaboratori più stretti. Nonostante la linea dura, dalla Casa Bianca filtra che il presidente non abbia chiuso del tutto alla via diplomatica, pur avendo ribadito la volontà




