
di Filippo Di Biasi
Realizzata la prima piantina del vitigno con le tecniche di evoluzione assistita: i test del Sangiovese «potenziato» potrebbero arrivare in Toscana nel 2027
Possono sembrare Ogm, ma sono solo un lontanissimo cugino. Le Tea (acronimo di Tecniche di Evoluzione Assistita) potrebbero arrivare a breve anche in Toscana. Forse già nel 2027 con una prima prova sul campo.
Si tratta di interventi di manipolazione genetica applicati all’agricoltura. Permettono di accelerare il processo di miglioramento genetico delle piante e renderle più resistenti alla siccità e alle malattie.
Al Vinitaly, in corso fino al 15 aprile, è stata annunciata la prima piantina del vitigno Sangiovese realizzata in questo modo. È il primo passo verso un utilizzo delle Tea che sarà sempre più diffuso in diverse filiere, per adattarsi al cambiamento climatico e, non ultimo, al caro prezzi che sta investendo anche concimi e agrofarmaci.
Dal Sangiovese derivano sette bottiglie su dieci del vino prodotto in Toscana, oltre a occupare il 60 per cento della superficie coltivata a vite.
Il percorso di ricerca è stato sviluppato nell’arco di tre anni anche grazie al sostegno dell’Università di Udine e al coinvolgimento del Consorzio Agrario del Tirreno.




