La giornata inaugurale della 58ª edizione di Vinitaly a Veronafiere ha offerto una fotografia articolata del settore vitivinicolo italiano, tra prospettive di export, nuove rotte internazionali (con grande attenzione all’Asia) e valorizzazione delle eccellenze territoriali. A Verona, istituzioni, imprese e operatori si sono confrontati su strategie e scenari, mentre riconoscimenti ed eventi collaterali hanno sottolineato il ruolo centrale del vino nel sistema economico e culturale del Paese. Da uno di questi, la cena di gala del Comitato Grandi Cru d’Italia (l’associazione che riunisce circa 90 aziende vinicole selezionate con rigidi criteri qualitativi, tra cui la capacità di produrre vini pluripremiati per almeno vent’anni e l’espressione autentica dei territori italiani più vocati) la presidentessa Chiara Lungarotti ha espresso una posizione molto netta: «nonostante la crisi del settore, il bicchiere resta sempre mezzo pieno».

Chiara Lungarotti, presidentessa del Comitato Grandi Cru d’Italia
Durante la serata si è dibattuto molto soprattutto sui mercati asiatici, individuati come quelli dove il vino italiano ha ancora i maggiori margini di crescita. E, non a caso, il menu della serata ha visto servire tre piatti di ispirazione cinese-giapponese, proprio a ribadire l’importanza che l’Italia assegna a questi mercati assieme a quello indiano.




