di Laura Zangarini
Sebbene «Gugusse et l’automate» figurasse nel catalogo di Méliès, il film non era mai stato visto fino a quando la bobina non è stata ritrovata da un insegnante in pensione, in Michigan
Un vecchio baule di legno un po’ malconcio spostato per un secolo da una soffitta all’altra, da un fienile all’altro, fino a un garage, passando di generazione in generazione. Fino a quando Bill McFarland, insegnante in pensione e pronipote di un proiezionista della Pennsylvania rurale non ha scoperto che conteneva un piccolo tesoro del cinema francese.
McFarland si è imbattuto in alcune vecchie pellicole giudicate «troppo preziose per essere buttate». Il settantenne, però, non sapeva cosa fossero né come poterle vedere.
In un primo momento ha provato a venderle a un antiquario, che però ha rinunciato dopo aver scoperto che le bobine in nitrato erano altamente infiammabili e potenzialmente esplosive.
La scorsa estate McFarland si è allora recato dalla sua casa in Michigan al National Audio-Visual Conservation Center della Library of Congress, a Culpeper, in Virginia.
Tra le dieci bobine consegnate agli archivisti ce n’era una particolarmente preziosa: un film perduto di Georges Méliès (1861




