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Concime chimico, prezzi alle stelle per l’import: la risposta è nel biologico autoprodotto. «Così l’agricoltura batterà la crisi sistemica»

di Maurizio Pagliassotti

Costi ormai proibitivi per l’importazione di urea, fosfato biammonico e cloruro di potassio ma l’agricoltura del Piemonte e di tutto il nord Italia da tempo si pone all’avanguardia nel campo dei fertilizzanti di origine organica

Le crisi sistemiche dovute ad eventi bellici fungono da acceleratori dell’innovazione tecnologica e questo è sicuramente il caso dei fertilizzanti usati nell’agricoltura italiana. Il tema dei concimi accende le preoccupazioni degli agricoltori piemontesi e non solo che si trovano obtorto collo coinvolti nel conflitto medio orientale. La situazione è nota: i composti chimici a base di azoto, fosforo e potassio che permettono una abbondante produzione di mais, fieno, soia, riso e grano, sono di origine carbonica, la cui produzione e commercializzazione afferisce ai paesi del Golfo: la piccola tregua in corso non porterà nel breve periodo ad uno sgonfiamento dei prezzi.

Crisi geopolitica

La produzione di cibo non è scontata: condizione considerata impossibile e oggi divenuta solo improbabile. La tempesta in corso è perfetta perché il secondo sito di produzione a livello mondiale di fertilizzati è il Dombass ucraino, anch’esso travolto dalla guerra che perdura da quattro anni.
Il prezzo dei fertilizzanti, che già scontavano l’aumento dovuto al conflitto europeo, è

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