
La sinistra ha un nuovo elettore e Maometto ne è il profeta. Analisi demoscopica tra Francia, UK e Germania: ecco come i partiti radicali intercettano le comunità immigrate.
La sinistra ha un nuovo elettore e Maometto ne è il profeta. In un Occidente che frammenta le sue identità storiche, si sta consolidando quella che l’ex premier britannico Tony Blair, dalle colonne del Sunday Times, ha definito un’«empia alleanza» tra il progressismo e l’islam. Non siamo di fronte alla commistione tra fede musulmana e socialismo che definì i regimi di Gamal Abdel Nasser o Houari Boumédiène, tentativi novecenteschi di laicizzare gli Stati arabi attraverso il dirigismo statale. Il processo odierno segue una traiettoria inversa: non è l’islam a contaminarsi con il socialismo, ma è il socialismo che, in crisi di consensi, si aggrappa disperatamente all’islam.
Religione «importata», dicono i critici, perché gli stranieri occupano i vuoti lasciati dai nativi. Fanno i lavori che nessuno vuole più fare. Compreso votare per la sinistra.
Il peso dei numeri e l’elettorato confessionale
Nei Paesi in cui il fenomeno è mappato con rigore scientifico, le statistiche non lasciano spazio a interpretazioni bucoliche. Incrociando i dati di istituti come Ifop, YouGov e Forschungsgruppe, emerge che




