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Alla scoperta del paleo-sonno: che cos’è, come funziona e chi potrebbe (davvero) beneficiarne

di Elena Meli

Per millenni è stato normale suddividere il riposo in due fasi, con un primo e un secondo sonno intervallati da un periodo di veglia a cavallo della mezzanotte. Questo modello aiuterebbe i turnisti a ridurre i sintomi negativi del lavoro o verrebbe incontro alle esigenze dei «gufi» che dormono più tardi alla sera

Dopo la (discussa) paleo-dieta, dovremmo forse riscoprire il paleo-sonno? La provocazione arriva da ricerche sulla storia del riposo nella nostra specie, che sottolineano come per millenni sia stato del tutto normale suddividere il riposo notturno in due fasi, ovvero un primo e un secondo sonno intervallati da un periodo di veglia a cavallo della mezzanotte. Se ne trova traccia nell’Odissea, si parla del doppio sonno nelle storie medievali dei Racconti di Canterbury.

Un’usanza scomparsa con la rivoluzione industriale

Secondo Roger Ekirch, storico del Virginia Tech statunitense che ha passato al setaccio le abitudini notturne di ieri e oggi, l’usanza è scomparsa con l’arrivo dell’elettricità e la rivoluzione industriale, quando il ritmo delle giornate è cambiato e pian piano ci siamo tutti abituati a dormire un unico lungo sonno notturno. Alcune popolazioni remote che vivono senza elettricità, per esempio una comunità rurale del

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