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Un vitello vivo come premio alla lotteria della festa religiosa, la protesta degli animalisti a Segesta

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di Salvo Fallica

In nome della «tradizione» gli organizzatori hanno messo in palio un animale: «Tutto legittimo, non è d’affezione». Ma le associazioni: «Si tratta di un essere senziente»

Divisioni, polemiche e prese di posizioni critiche. È già un caso la decisione di scegliere un vitello vivo come premio di una lotteria legata alla festa del Santissimo Crocifisso in programma a Calatafimi Segesta dall’1 al 3 maggio. Si tratta di una delle feste popolari più antiche d’Italia, che fu anche oggetto di studi da parte dall’etnologo Giuseppe Pitrè.

Nella suggestiva località del Trapanese, che è tra le più famose della Sicilia per la sua plurimillenaria storia e le meraviglie dell’antica Segesta, l’iniziativa legata ad una festività religiosa promossa dal Ceto dei Massari è stata stigmatizzata in maniera netta dalle associazioni animaliste, tra cui Lndc Animal Protection, che ha avviato una petizione pubblica sulla piattaforma Change.org per chiedere al Comune la sostituzione del premio e una presa di posizione contro ogni forma di mercificazione degli animali.

L’associazione palesa in chiave critica «l’inaccettabilità etica e culturale» della scelta di prevedere un animale vivo come premio, sottolineando come la risposta delle istituzioni – pur richiamando il rispetto delle

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