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Oltre Inwit, modello Cellnex dopo lo strappo: dove va «l’azienda delle torri»

di Giuliana Ferraino, inviata a Barcellona

Viaggio nell’infrastruttura spagnola per le tlc. La disdetta del contratto con la società italiana da parte di Fastweb-Vodafone e Tim riapre la competizione. E le torri da sole non bastano

Dall’alto della Torre di Collserola — 288 metri, progettata da Norman Foster per le Olimpiadi del 1992, ancora oggi il punto più alto di Barcellona — si capisce qualcosa che i numeri non raccontano. La Torre non trasmette solo televisione e radio. Monitora in tempo reale l’intera rete di telecomunicazioni catalana, coordina le comunicazioni critiche delle forze di sicurezza e oggi ospita anche il test di un collegamento a crittografia quantistica verso il centro di ricerca fotonica dell’Icfo, a 20 chilometri di distanza. Infrastruttura del presente che prova già a essere infrastruttura del futuro.

Mentre a Barcellona si ragiona su come evolvono le infrastrutture, in Italia è già iniziata una partita che lo anticipa. La doppia disdetta ai contratti con Inwit da parte di Tim e di Fastweb — ormai integrata con Vodafone Italia — apre una fase di forte competizione nel mercato nazionale, dove Cellnex è il principale operatore indipendente e il secondo player complessivo. Il progetto di una nuova

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