
di Filippo Di Biasi
Sudd Cobas davanti alla Regione a Firenze per chiedere la stabilizzazione dei lavoratori museali: «Dopo il cambio di appalto, con il subentro di CoopCulture molti sono rimasti fuori e chi ancora lavora continua a farlo senza alcuna tutela»
Una «via crucis» piena di ostacoli. E cioè contratti a termine e garanzie che mancano. Così, di fronte alla sede della Regione, nella mattinata del 9 aprile, il sindacato Sudd Cobas ha deciso di rappresentare ancora una volta la situazione di precariato dei lavoratori museali fiorentini. «Le istituzioni devono immedesimarsi, capire cosa significa vivere l’incertezza», ha detto la sindacalista Sarah Caudiero.
Una strada piena di curve, tracciata a gesso sul selciato di piazza Duomo e disseminata di «fermate». L’allegoria di 10 anni segnati dalle difficoltà. «Contratto finito. Disoccupazione? No! Eri un collaboratore», si legge. «Sei malata? Arrangiati», è un altro cartello. «6 contratti in un anno».
I manifestanti hanno incontrato Valerio Fabiani, consigliere del presidente della Regione Toscana per le crisi aziendali, a cui hanno fatto percorrere la via crucis del precariato. Dopo ha preso il via il tavolo di confronto a palazzo Strozzi Sacrati. «La Regione è per il lavoro stabile», ha




