
di Paolo Mereghetti
Erano dieci anni che a un festival di Cannes, che si era inaugurato nel 1946 incoronando «Roma città aperta», non ci fosse nemmeno un titolo italiano nella selezione ufficiale
Su 2541 film proposti ai selezionatori di Cannes provenienti da 141 Paesi, non ce n’è nemmeno uno italiano che ha meritato di essere invitato nella selezione ufficiale della settantanovesima edizione del Festival. Ce l’ha fatta il Costa Rica, ma non l’Italia. E dopo Berlino (dove la sottosegretaria Borgonzoni aveva spiegato la mancanza di italiani col fatto che i produttori preferivano puntare su Cannes: lungimiranti, direi!) è un altro campanello d’allarme che dovrebbe far riflettere i paladini del cinema come «identità nazionale». Anche perché erano dieci anni che a un festival di Cannes, che si era inaugurato nel 1946 incoronando Roma città aperta, non ci fosse nemmeno un titolo italiano nella selezione ufficiale. Adesso possiamo ancora sperare nelle scelte della «Quinzaine des cinéastes» o della «Semaine de la critique», ma non è un gran consolarsi. Anche perché da altri Paesi (che al cinema pensano con diversa attenzione) sono in arrivo titoli che mettono voglia di essere in prima fila alla Croisette.
Almodóvar naturalmente, con il suo




