Per decenni, in Italia, parlare di energia nucleare è stato un tabù. Dopo i referendum che l’hanno cancellata dal nostro mix energetico, il tema è rimasto ai margini del dibattito pubblico.
Oggi però lo scenario sta cambiando: la necessità di ridurre le emissioni di CO₂ e garantire una produzione stabile di energia sta riportando il nucleare al centro della discussione. Anche in Italia, dove il governo ha deciso di esplorare nuove tecnologie per un possibile ritorno all’atomo.
Ma di quale nucleare si parla? Quali opzioni sono già disponibili e quali ancora in fase di sviluppo? Gli esperti citano reattori di terza e quarta generazione, “small modular reactor”, “advanced modular reactor”: che cosa significano queste definizioni? Andiamo con ordine in una miniguida per capire le tecnologie di cui si parla.
I reattori di terza generazione
Rappresentano oggi il riferimento tecnologico per tutte le nuove centrali nel mondo. Non una rottura radicale con il passato, ma un’evoluzione profonda dei reattori di seconda generazione, che costituiscono ancora la gran parte del parco nucleare globale.
Come spiega Alessandro Dodaro, direttore del Dipartimento Nucleare di ENEA, la terza generazione nasce da una priorità vitale: portare la sicurezza a un livello mai




