Home / Esteri / I giovani iraniani disillusi, mentre il regime canta vittoria: «Il mondo ci dimenticherà. È già successo: tutti pensavano a Hormuz, nessuno agli iraniani uccisi»

I giovani iraniani disillusi, mentre il regime canta vittoria: «Il mondo ci dimenticherà. È già successo: tutti pensavano a Hormuz, nessuno agli iraniani uccisi»

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di Greta Privitera

Le testimonianze da Teheran: «Si è realizzato lo scenario peggiore»

Gazaleh lo chiede a noi: «Dovrei essere felice o triste?». E ride, con quel misto di imbarazzo e nervosismo che le increspa la voce. È la prima volta in 40 giorni che a Teheran non cadono bombe. Che fai stasera, Gazaleh? «Niente di speciale, sto a casa, proprio come le sere prima». Strano non sentirla esultare come quel 28 febbraio quando urlava al telefono «lo hanno ucciso! Lo hanno ucciso!», parlando di Ali Khamenei. Dice di essere esausta, logorata da quell’amarezza che la guerra lascia sempre dietro di sé. Due settimane fa ha avuto paura di morire, quando un razzo si è conficcato nel palazzo troppo vicino a quello della sua famiglia. E ha pianto notti intere per la morte della sua collega, anche lei trent’anni, anche lei maestra, uccisa dalle schegge di una bomba.

Gazaleh è una giovane della Gen Z, fa parte di quelle ragazze di Teheran che sfidano il regime passeggiando per le strade a capo scoperto, e nelle cuffiette il rapper Toomaj, che definisce i dittatori «topi di fogna». Ma quanto può resistere, ancora? Quante volte possono ancora calpestarle speranze

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