
La tregua in Medio Oriente non risolve la crisi dei fertilizzanti. Tonnellate di prodotti in meno e prezzi alle stelle mettono a rischio il comparto agricolo.
Tregua o non tregua, il settore agricolo dovrà fare i conti con la grave crisi dei fertilizzanti. Mentre in Medio Oriente la situazione rimane altamente volatile, lo Stretto di Hormuz rimane ancora “zona a traffico limitato”.
La sola cessazione delle ostilità, però, non basterà a evitare i rischi alimentari legati alla carenza di fertilizzanti.
Traffico ancora fermo
Dati alla mano, il quadro che emerge dallo Stretto di Hormuz è più grave di quanto i comunicati ufficiali lascino intendere. Nel primo giorno di tregua i transiti di navi sono ancora esigui e tutti condizionati al beneplacito di Teheran.
Il problema è che da quel corridoio di 54 chilometri passa una quota enorme del commercio mondiale di fertilizzanti. Circa il 33% dei fertilizzanti mondiali, inclusi zolfo e ammoniaca, transita per lo Stretto di Hormuz.
Se si restringe l’analisi alla sola urea, il prodotto azotato più diffuso e commercializzato al mondo, la concentrazione è ancora più marcata: lo Stretto supporta il 35% delle esportazioni globali di urea.
Tempesta perfetta
Il tempismo di questa crisi così profonda




