
di Vittoria Melchioni
Sede a Bussolengo in provincia di Verona e un bilancio consolidato che supera i 140 milioni di euro di attivo. La direttrice creativa: «Difendere il ‘fatto bene’ è strategia industriale»
C’è un filo sottile che lega la storia della moda italiana a un presente sempre più selettivo e internazionale e passa dal Veneto. È qui che si radica Genny, marchio iconico della femminilità sofisticata, parte del gruppo Nova Lux, realtà indipendente con sede a Bussolengo in provincia di Verona e un bilancio consolidato che supera i 140 milioni di euro di attivo. Nel perimetro del gruppo, Genny rappresenta il cuore creativo: la società ha chiuso l’ultimo esercizio con un utile di circa 200 mila euro, mentre la holding conferma una struttura solida e integrata. Un modello che consente al marchio di mantenere una propria autonomia in un settore dominato dai grandi conglomerati.
«Volumi più agili»
«Eredità e contemporaneità non sono in conflitto: sono un dialogo – spiega la direttrice creativa Sara Cavazza Facchini – l’heritage di Genny è una femminilità nitida, luminosa, mai gridata. Lo traduciamo per le nuove generazioni attraverso volumi più agili, materie responsabili, funzionalità reale». Equilibrio che passa anche da una ridefinizione




