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Categorie e sindacati veneti spingono sullo smart working: «Più produttività e libertà di scelta ai lavoratori»

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di Martina Zambon

Nella nostra regione è meno diffuso della media nazionale. I datori di lavoro: «C’è margine di crescita»

Lavorare da casa, qualche giorno a settimana, non sempre. Lavorare per obiettivi con la produttività spesso in crescita. È lo smart working «ibrido», ben lontano dalla repentina serrata dei tempi pandemici. In Italia ne usufruiscono 3,5 milioni di lavoratori. E la stima possibile, per il Veneto, spiega Roberto Boschetto, Confartigianato, è di circa 300 mila persone. L’ultima rilevazione Istat, però, segnala che il Veneto è sotto la media nazionale e decisamente sotto quella nordestina: 10,7% di lavoratori contro una media nazionale del 13,8. E dietro tutto il Nord con, ad esempio, la Lombardia al 18,6%.

In un quadro che sembrava di lenta ma costante crescita, intervengono ora due fattori. Primo, da ieri la normativa nazionale sul lavoro agile introduce sanzioni fino a 7.500 euro e fino a quattro mesi di reclusione se al lavoratore non viene fornita l’informativa scritta sulle condizioni adeguate di sicurezza. E questo, potrebbe essere un freno, se non altro psicologico, alle piccole aziende già restie a usare questo strumento. Secondo, la guerra in Iran e il conseguente caro carburanti legato al blocco sullo

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