di Fausta Chiesa
Oltre un migliaio le navi bloccate nel Golfo Persico tra petroliere, metaniere, bulk carrier e porta container. Duci (Ship management): «Partirà chi riuscirà a ottenere valori accettabili di premio assicurativo»
Si chiama Daytona Beach, è una bulk carrier battente bandiera liberiana e intorno alle 10 del mattino ora italiana sta passando attraverso lo Stretto di Hormuz. Sulla mappa in tempo reale di Marine traffic che traccia e localizza in tempo reale la posizione e gli spostamenti delle navi nel mondo la si vede muovere. Si vedono dunque già i primi effetti del cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran annunciato stanotte (tra il 7 e l’8 aprile) nella guerra in Medio Oriente, che ha già fatto crollare il prezzo del petrolio e volare le Borse europee. Ma sono oltre un migliaio le navi bloccate nel Golfo Persico tra petroliere, metaniere, bulk carrier (che trasportano rinfuse secche come grano, carbone, fertilizzanti) e porta container con i prodotti industriali (mobili, vestiti, elettronica).
Quali passeranno per prime? «Saranno le prime che riusciranno a farsi riattivare le assicurazioni – spiega Enzo Duci, docente di Ship management all’Università di Genova – . Il problema assicurativo deriva dal




